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La rinascita di SWM: Gran Turismo, Gran Milano, Silver Vase e SuperDual

SWM - Test Drive,swm,superdual,swm superdualGli appassionati dell’offroad ricorderanno la SVVM (Sironi Vergani Vimercate Milano), in arte SWM, come la marca produttrice di mezzi da sterrato e da trial fondata nel 1971 sulle rive del lago di Varese, nonché vincitrice nel 1981 del Campionato del Mondo Trial grazie agli sforzi di Gilles Burgat. Ebbene, come annunciato ad Eicma 2014, la SWM è tornata sugli scudi grazie all’investimento da parte dei fondi cinesi dello Shineray Group, presentando proprio nella sede di Varese la gamma stradale del 2016, composta da mezzi sia offroad che stradali. Noi abbiamo avuto il piacere di provare tutta la gamma su base monocilindrica 440, oltre a fare alcuni chilometri sulla SuperDual 600.

La piattaforma 440
L’idea che si è diffusa nel mondo motociclistico ormai da tempo è quella di contenere i costi utilizzando una piattaforma unica per più di un modello. È proprio con questa idea che la SWM ha riaperto i battenti, sfruttando l’ottima ciclistica ripresa da progetti ex- Husqvarna e posizionandoci all’interno un monocilindrico 4 tempi di 440 CC. Il motore, derivante anch’esso da alcuni progetti della casa oramai passata sotto la proprietà KTM, è di fatto un’unità ex-novo, progettato e sviluppato interamente dalla SWM all’interno dei suoi stabilimenti. Con alesaggio e corsa rispettivamente di 70mm e di 90mm, il mono con doppio scarico è in grado di erogare 22 KW e ben 36 NM di coppia a 5.500 RPM. Ma come si comporta su strada?

SWM - Test Drive,swm,superdual,swm superdualBene Gran Turismo e Silver Vase, ancor meglio Gran Milano
Il giro, che ci ha portato dal lago di Varese fino alle montagne che lo circondano, si è svolto nelle condizioni più varie. Su tutti e tre i modelli il motore è identico e si è comportato egregiamente, rimanendo stabile anche alle andature cittadine e non “scalciando” alle basse velocità. Il cambio, dagli innesti un po’ duri, pecca di precisione nella scalata ma non è particolarmente rumoroso, mentre le vibrazioni sono perfettamente nella norma. Il mono dimostra il suo brio principalmente ai medi regimi, dove ci ha fatto divertire nonostante la potenza relativamente ridotta. Il piatto forte però resta la ciclistica, della quale si percepisce tutta la bontà nei tratti misti: nonostante qualche movimento di troppo (nelle versioni GT e SV, con sospensioni più economiche), la moto resta sempre prevedibile e non mette mai in difficoltà.
Nettamente migliore è stata la risposta della Gran Milano, che guadagna una forcella completamente regolabile e soprattutto un impianto frenante con pinza Brembo, che va’ a riparare l’unico vero difetto di queste moto: la frenata è poco potente nei modelli GT e SV, mentre nella GM il monodisco compie il suo dovere in modo decisamente migliore, senza far rimpiangere l’assenza di un secondo elemento frenante. Da segnalare anche che alcuni modelli hanno avuto qualche problema con la strumentazione, cosa che ci hanno assicurato i tecnici è limitata agli esemplari un po’ acerbi utilizzati nella presentazione. Piccoli problemi di gioventù che sono già in via di risoluzione.

SWM - Test Drive,swm,superdual,swm superdualUn giro sulla SuperDual
Nella gamma stradale si può comodamente definire la SuperDual l’ammiraglia della produzione, e il perché è chiaro sin dai primi metri: il monocilindrico 600 è sicuramente un’ottima unità, potente e divertente il giusto anche se un po’ più nervosa ai regimi più bassi, dove la frizione svolge un ruolo fondamentale nel tenere a bada le piccole irregolarità derivanti dall’apertura del gas nelle ripartenze più lente. Per il resto il telaio resta ottimo e il peso, di soli 169 kg a secco, rende la SD una splendida Enduro stradale che ha come sua unica pecca una seduta e un baricentro abbastanza alti: sotto l’1’75 è difficile toccare terra con entrambi i piedi e la moto nei cambi di direzione più “allegri” tende ad essere un po’ nervosa sul posteriore, complice anche la presenza del cerchio da 21” all’anteriore, chiaro richiamo alla tradizione offroad. Per il resto la SuperDual si è dimostrata un ottima compagna di viaggio, con poche vibrazioni e un cambio preciso, oltre ad un impianto frenante con disco a margherita di buona fattura, modulabile e con potenza perfetta per la tipologia di moto.

I prezzi e la disponibilità
Un altro dei punti forti della gamma SWM è sicuramente il prezzo: le moto sono tutte prodotte in Italia da tecnici nostrani, quindi la qualità e la cura delle moto prodotte sono quelle a cui siamo abituati. Quindi gli 8.390,00 € FC per la SuperDual top della gamma non sembrano affatto una cifra eccessiva, così come non lo sono i 5.990,00 € FC della Gran Milano o i 5.490,00 € della Silver Vase e della Gran Turismo. Tutti i prezzi si riferiscono alla gamma Euro4, che sarà disponibile dal bimestre giugno/luglio 2017.

a cura di Alex Dibisceglia
redazione@reportmotori.it

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